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Archive for luglio 2008

Le impronte digitali dei bambini rom

Non ho capito bene se l’accusa di razzismo mossa da più parti del centrosinistra alla decisione del governo Berlusconi di procedere alla schedatura dei bambini rom nasca dal fatto che il provvedimento di Maroni intende rivolgersi solo a minori, per giunta rom, e quindi configurerebbe una discriminazione razziale oppure perché si ritiene contrario alla dignità umana il fatto in sé di rilevare delle impronte. Se fosse la seconda ipotesi quella vera allora si tratterebbe di una opposizione del tutto insensata, in quanto il rilievo delle impronte fa parte dell’attività ordinaria delle polizie di tutto il mondo. Non resta quindi che la prima ipotesi. Dico subito che in tal caso coloro che si oppongono da sinistra e da settori del mondo cattolico (vedi la rivista ‘Famiglia Cristiana’) hanno ragione. Il guaio però è che lanciata l’accusa di razzismo buona parte del centrosinistra ritiene di aver risolto tutti i problemi oppure ritiene che i problemi della sicurezza siano una invenzione propagandistica della destra. Così non fa altro però che confermare la sua miopia, pagata molto caramente alle scorse elezioni. Questo atteggiamento ‘buonista’ ed irresponsabile è poi quello che legittima l’accusa che viene rivolta dall’attuale maggioranza verso ampi settori del centrosinistra, accusati di parteggiare sempre per la microcriminalità. Questi settori del centrosinistra sempre prontissimi a sventare qualsiasi attentato ai sacrosanti diritti dei cosiddetti ‘diversi’, però si disinteressano sempre dei non meno sacrosanti diritti di chi viene quotidianamente derubato o scippato. Ci si limita a denunciare il razzismo, senza mai proporre nulla in tema di sicurezza. Noi azionisti siamo per una sinistra diversa anche in questo campo, una sinistra che sappia conciliare solidarietà e sicurezza senza cadere nel razzismo, ma neppure nello stolido ‘buonismo’, che è una delle rovine della sinistra. Il caso in questione ce ne dà l’opportunità. Ci dà l’opportunità anche di proporre una soluzione che faccia conciliare il massimo di efficacia investigativa e di prevenzione del crimine con il massimo di democraticità, ben sapendo che quest’ultima non può ammettere preconcette discriminazioni basate sulla razza. C’è una soluzione che assicura anche l’estrinsecazione del più alto concetto di democrazia che si possa concepire nel settore della sicurezza ed è precisamente quella di rilevare le impronte di tutti, senza alcuna esclusione, dal Presidente della Repubblica fino all’ultimo clandestino irregolare e fuorilegge. Siamo disposti, se necessario e se richiestoci, anche a dare personalmente l’esempio. Io ed altri dirigenti del ‘Nuovo Partito d’Azione’ ci offriamo volontari. E’ una sfida che lanciamo a tutti, non solo alla sinistra “buonista”. Ma, chissà perché?, già siamo pronti a giurare che questa iper-democratica opzione non piacerà né a questo, né a quello perché in realtà questa insostenibile situazione della sicurezza fa cinicamente comodo a molti, sia ai “buonisti” che ai “cattivisti”.

 

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