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Archive for giugno 2010

La democrazia dei replicanti

 Sono molte le spie dell’emergenza democratica. La legge-bavaglio sicuramente, ma non è la sola e mentre il governo fasciopiduista tenta di completare il Piano della P2 di Gelli chiudendo la bocca alla stampa ed alla magistratura, si riaffacciano i soliti fantasmi che, come un fiume carsico, appaiono e scompaiono dal sottosuolo della vita pubblica italiana. Mi riferisco  alla verità sugli attentati a Falcone e a Borsellino e sulla stagione delle bombe dei primi anni ’90. Il discorso sarebbe molto lungo ovviamente. Tante volte l’abbiamo toccato e tantissime altre volte lo toccheremo. E chi può farlo meglio di noi del ‘Nuovo Partito d’Azione’, l’unico partito italiano che ha nel suo simbolo oltre al binomio glorioso di Giustizia e Libertà, l’altro binomio, non meno importante, di Democrazia e Legalità?

 Al di là delle singole verità storiche che non ci è dato ancora, come cittadini italiani, di poter scoprire per via giudiziaria, noi come NPA abbiamo già varie volte in passato cercato di dire come la pensiamo, che giudizio diamo della democrazia italiana del secondo dopoguerra. Detto in estrema sintesi, il nostro giudizio è impietoso e durissimo; siamo sempre stati convinti, e non da qualche giorno cioè da quando si sono svegliati improvvisamente anche Veltroni e Ciampi, di aver vissuto in una democrazia solo nominalistica, di aver vissuto un pezzo di storia fatto di lunghi decenni di tradimento di quelle che erano le aspirazioni democratiche degli azionisti della Resistenza. Siamo convinti che a questo tradimento abbiano partecipato, chi più chi meno, chi molto chi poco, tutte le forze politiche antifasciste, anche quelle di sinistra, tutte le forze che furono alleate del Partito d’Azione nel CLN. La Democrazia Cristiana prima (Prima Repubblica) ed il partito di Berlusconi dopo (Seconda Repubblica) hanno una responsabilità storica pesantissima, per dirla in termini molto asettici. Seguono quelle degli altri, tranne pochissime eccezioni. Dopo lo scioglimento e la scomparsa del vecchio Partito d’Azione,  gli italiani hanno vissuto in una pseudo-democrazia che dietro una maschera bonaria nascondeva un volto criminale. Fino ad arrivare a Berlusconi ed al suo fasciopiduismo sudamericano anni ’50. Alla democrazia italiana nata dalla Resistenza è accaduto un fenomeno molto strano per capire profondamente il quale bisognerebbe rifarsi ad un grande film come Blade Runner. Si potrebbe definire quindi la democrazia italiana del dopoguerra come la democrazia dei replicanti. La sua vera data di inizio non fu la Resistenza, non fu il governo Parri, ma fu la strage di Portella della Ginestra! Ecco perché citavo Blade Runner; fate conto di incontrare per strada un amico, una persona buona di cui vi fidate da sempre come di voi stessi. Ebbene, quell’amico non è più quello che avete sempre conosciuto ed amato. Del vostro amico ha conservato truffaldinamente solo le sembianze esteriori, ma l’anima, il software potremmo dire, è cambiato. Quello non è più lui, è il suo clone-cyborg malvagio. Fate l’analogia con la democrazia italiana del dopoguerra ed avrete inteso perfettamente cosa voglio dire. Oggi  dopo decenni di episodi oscuri e delinquenziali dietro i quali sono emersi sempre gli stessi attori e cioè servizi segreti deviati italiani e stranieri, massonerie varie, mafie varie, potenze straniere sedicenti tutori della pseudo legittimità democratica del Paese, manovalanza dell’estrema destra fascista, generali d’esercito felloni e quant’altro si riconduce ai soliti interessi reazionari di sempre, possiamo ben sostenere sul piano storico, prima ancora che su quello ideale, che siamo davvero felici ed orgogliosi di riconoscerci nell’unica cultura politica e nell’unica tradizione politica che, anche sul piano della difesa della democrazia e della legalità repubblicana, non ha mai tradito né mai è scesa a compromessi; l’azionismo. E’ un percorso di ricerca che noi abbiamo più titolo di altri ad intraprendere e però anche noi dobbiamo sapere che lungo questo percorso incontreremo verità sconvolgenti. Purtuttavia dobbiamo avere il coraggio di fare scandalo e di dire esattamente come la pensiamo, a partire dai veri rapporti fra Mafia e Stato sedicente democratico, rapporti che stanno venendo finalmente alla luce seguendo una intuizione che personalmente ho colto già da molto tempo, se mi è concesso di dirlo. Anche in quest’ambito il compito di una forza politica minoritaria ma di avanguardia come la nostra è quello di compiere operazioni di verità e quindi operazioni rivoluzionarie; la democrazia come la  intendiamo noi azionisti è certamente un processo rivoluzionario e noi sappiamo bene che non c’è nulla di più democratico e di più rivoluzionario che dire la verità sulla democrazia, di dire la verità su quella terribile e tragica impostura che viene chiamata la democrazia italiana.

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